Garantire gli stessi diritti a tutte le imprese
Chieste alla Regione misure compensative per le aziende escluse dalla ZES
Data13/07/2026
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“Se l’obiettivo dichiarato della Regione è quello di estendere i diritti, noi pensiamo che nel raggiungimento di questo traguardo debbano essere coinvolte anche le imprese, offrendo a tutte le stesse opportunità”.
Michele Carloni, presidente regionale della CNA, interviene all’indomani della manovra correttiva approvata dalla giunta di palazzo Donini e illustrata nei giorni scorsi all’assemblea legislativa dalla presidente Stefania Proietti.
“L’estensione della Zes all’Umbria rappresenta sicuramente un fattore positivo – ha affermato Carloni -, in particolare per tutte quelle imprese ubicate nei 37 Comuni ricompresi nella zona economica speciale. Molte di queste imprese, negli ultimi mesi, hanno potuto programmare investimenti innovativi partecipando a un vero e proprio bando nazionale che concede incentivi sotto forma di crediti di imposta. Il dato dolente, purtroppo, è che la Zes interessa appena il 40% dei Comuni umbri, compresi alcuni molto industrializzati, escludendo però tanti altri territori, tra i quali Perugia, Assisi e Orvieto, molto significativi dal punto di vista della presenza di piccole e medie imprese che apportano un contributo determinante all’economia regionale. Ma le esclusioni non finiscono qui, perché il fatto che l’investimento minimo richiesto per accedere ai crediti di imposta Zes sia di 200mila euro, di fatto ne impedisce l’accesso alle micro e piccole imprese artigianali e commerciali che molto raramente riescono a investire cifre di questo livello in una sola volta. Quindi, se è vero che l’obiettivo dichiarato della Regione è quello di andare verso un’estensione dei diritti, noi crediamo che la cosa debba valere anche per le imprese, offrendo a tutte le stesse opportunità. Ecco perché abbiamo inviato alla giunta regionale alcune proposte per mettere a terra, già da settembre, misure compensative per tutte quelle imprese che, per ubicazione o dimensione, sono escluse dai vantaggi della Zes”.
Nello specifico CNA ha proposto alla Regione di prevedere un bando per sostenere gli investimenti, anche per importi consistenti, delle imprese ubicate nei Comuni non ricompresi nella zona economica speciale; ma anche un bando pensato per le micro e piccole imprese artigianali e commerciali localizzate sull’intero territorio regionale che ne sostenga progetti di investimento più contenuti.
“È vero che sul tema delle politiche industriali la Regione ha iniziato ad adottare provvedimenti che vanno nella giusta direzione, mandando a scorrimento le graduatorie dei bandi investimenti scaduti nel 2025, pubblicando il bando fiere a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese, annunciando l’imminente uscita di due bandi, di cui uno per incentivare la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo, un altro per la riqualificazione energetica degli immobili produttivi. Lo stesso vale per i bandi dei Gal che erogano contributi alle micro e piccole imprese dei vari territori. Ma il nodo del sostegno agli investimenti resta centrale, perché da lì passa la crescita dimensionale delle imprese, che va perseguita con convinzione perché solo crescendo saranno in grado di creare lavoro di qualità e di migliorare la propria attrattività e quella dell’Umbria. Per una Regione che vuole investire sui diritti – ha concluso Carloni -, è necessario riconoscere a tutti pari opportunità”.